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Suterra Europa in Valpolicella Classica: tre squadre in team Building, il tartufo e una splendida giornata di sole

3 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Il 29 ottobre 2026 abbiamo accolto i manager di Suterra Europa per un team building tra bosco, vigneti e convivialità a Tenuta Santa Maria Valverde.


Ci sono giornate d’autunno che sembrano voler prolungare l’estate. Il 29 ottobre ci ha regalato un sole pieno e una luce bellissima: la cornice perfetta per accogliere i manager di Suterra Europa, nostri ospiti per una giornata di team building dedicata alla cerca del tartufo e alla scoperta della Valpolicella Classica.


La team leader Giusi ha curato con noi l’organizzazione per il gruppo, programmando una giornata capace di unire natura, una piccola sfida e il piacere di stare insieme. Ne è nato una incontro conviviale molto divertente, trascorso tra i sentieri del Parco della Valpolicella e la stube della nostra Tenuta.


Un incontro che aveva già radici in vigneto


Durante i preparativi ho scoperto con grande piacere un legame che rendeva questa visita ancora più significativa: eravamo già indirettamente clienti di Suterra, attraverso i prodotti per la confusione sessuale che utilizziamo nei nostri vigneti contro la tignoletta della vite.


Suterra sviluppa soluzioni a base di feromoni per la protezione delle colture. La tecnica della confusione sessuale riproduce i segnali con cui gli insetti comunicano, rendendo più difficile l’incontro tra maschi e femmine e limitandone così la riproduzione e i danni alle coltivazioni. È un metodo selettivo impiegato nella difesa integrata di vigneti, frutteti e altre colture. (suterra.com)


Per me, vignaiola, è stato bello poter accogliere le persone che lavorano a queste soluzioni e condividere con loro il nostro modo di vivere la terra. Il dialogo era cominciato ancora prima di incontrarci: attraverso una scelta concreta nella cura delle nostre vigne.


Tre gruppi alla cerca del tartufo


La mattinata nel bosco ha portato tutti dentro un’esperienza diversa dal quotidiano. Tre gruppi, accompagnati dai tartufai e dai loro cani, si sono messi alla ricerca del tartufo, con curiosità e una sana voglia di mettersi in gioco.


Nel bosco bisogna osservare. Si seguono i movimenti del cane, si ascoltano le indicazioni del tartufaio, si impara a dare importanza a dettagli che, camminando distrattamente, passerebbero inosservati.


La suddivisione in squadre ha aggiunto una componente di sfida amichevole, rendendo la cerca ancora più coinvolgente. E tra tutti i partecipanti, quelli a quattro zampe partivano con un vantaggio evidente: un naso decisamente più allenato!


Il sole ci ha accompagnati per tutta l’esperienza, rendendo ancora più piacevole il tempo trascorso all’aperto.


Fare squadra seguendo il ritmo del bosco


La richiesta iniziale di Giusi era stata chiara: proporre un’attività partecipata, con gruppi che potessero vivere anche una piccola sfida.


La cerca del tartufo offre proprio questa possibilità. Il tartufaio conosce il terreno e interpreta il comportamento del cane; il cane conduce la ricerca; il gruppo osserva, fa domande e impara a muoversi insieme. Ognuno ha un ruolo, ma il risultato dipende dall’intesa.


Per qualche ora, colleghi abituati a condividere progetti e responsabilità hanno condiviso sentieri, attese e risate. È uno degli aspetti che amo di più di queste giornate: vedere come un’esperienza nel territorio possa aprire nuove conversazioni e far emergere lati delle persone che in ufficio trovano meno spazio.


Il momento più emozionante è stato quando le tre squadre si sono ritrovate nel cuore del bosco. L’entusiasmo contagioso dei colleghi spagnoli ha trasformato quell’incontro in un’esplosione di risate, abbracci e racconti della cerca. Per qualche istante, il bosco ha risuonato di tutta la loro allegria: una scena spontanea e piena di calore, che porterò tra i ricordi più belli di questa giornata.


Dal bosco alla tavola della Tenuta


Dopo la cerca, ci siamo ritrovati a Tenuta Santa Maria Valverde, dove la giornata è proseguita con la visita e il pranzo accompagnato dai nostri vini.


Le lasagnette al tartufo hanno riportato a tavola il profumo della mattinata, insieme ai prodotti locali, alla sbrisolona e alla degustazione dei nostri vini, tra cui il nostro Amarone della Valpolicella Classico Riserva di dieci anni.


Era il momento di riunire le tre squadre, scambiarsi i racconti della cerca e continuare a conoscersi.


La soddisfazione più bella


Nei giorni successivi, Giusi mi ha scritto che tutti erano stati molto soddisfatti dell’esperienza, restituendoci i complimenti dei partecipanti. È stato il messaggio più bello da ricevere dopo tanto lavoro di preparazione.


Sono tornata con il pensiero al sole, ai tre gruppi nel bosco e all’allegria intorno alla tavola. E a quel legame particolare con Suterra: conoscere di persona chi lavora a strumenti che fanno già parte della nostra vita in vigneto.


Grazie a Giusi e a tutti i manager di Suterra Europa per averci scelto e per aver condiviso con noi una bellissima giornata d’autunno in Valpolicella.


Ilaria — Diario di Ilaria

 
 
 

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